Venditore di tappeti
01/05/2006 - 15:53

Suq di Aleppo - venditori di tappeti
Ad Aleppo partecipiamo alla più classica delle negoziazioni nella bottega di un venditore di tappeti. Ci mostra almeno un'ottantina di tappeti di tutti i tipi dicendoci di scartare quelli che non piacciono per lasciare quelli graditi. Durante la negoziazione ci chiede di noi, ci racconta di sè, ci offre un paio di tisane e si continua. Dopo varie scremature si arriva a una decina di tappeti: i preferiti. Lasciamo il posto alla metà: i cinque preferiti in assoluto. Chiediamo i prezzi: da 800 a 300€. Noi, però, non ci intendiamo e non vogliamo pesi e ingombri dato che dobbiamo ancora partire per la Giordania e poi tornare in Italia. Ma il venditore è disperato: scende di 50€, 30€, 20€ alla volta. Quando ci alziamo dicendo che ci avremmo pensato gioca il tutto per tutto: ci darebbe il tappeto da 800 a soli 250€ ... a quel punto ce ne andiamo ancor più conviti di aver fatto un affare e un po' innervositi per non aver avuto il coraggio di contrattare così tanto anche dal venditore di collane di argento (speriamo) e pietre (mah !?) precedente. Nei paesi arabi c'è tutta un'arte della negoziazione: quando sparano 50 bisogna ribattere 20 e andare avanti per aggiustamenti successivi ... adesso lo sappiamo ...
Aleppo: suq e donne
01/05/2006 - 11:00
Aleppo è dedita ai commerci sin dai tempi dei romani e conserva ancora quell'atmosfera di città indaffarata che la caratterizza da secoli. La voce delle strade segue il ritmo di tanti suoni e odori diversi, tipici del suq (il più vivace e meno turistico di tutto il medio oriente), con bancarelle cariche di spezie, saponi e kebab.
Ecco un'immagine delle donne di Aleppo in giro per acquisti ... purtroppo coperte dalla testa ai piedi, a volte anche con i guanti e con un velo nero davanti agli occhi che sollevavano per un attimo nel momento in cui dovevano vedere le vetrine o attraversare la strada. Le differenze dipendevano dalla città (ad Aleppo molto più che a Damasco mentre a Lattakia sembrava di essere in occidente) e dall'età (le bambine sono libere, le ragazze iniziano ad indossare un fazzoletto colorato e una giacca informe che copra le forme mentre le donne sono interamente velate di nero - ci hanno detto che in realtà sono donne iraniane, non siriane). Le donne siriane riempiono negozi di cosmetici e di biancheria intima talmente sexy da essere improbabile ... il concetto in sè è romantico: essere desiderabili soltanto per il proprio uomo nell'intimità. Sempre che sia un desiderio anche della donna, che comunque possa accedere agli studi, al lavoro e alle medesime opportunità degli uomini. Si spera ...
Suq e Jabri House
27/04/2006 - 10:00
Eccoci finalmente nel suq di Damasco, Suk al-Hamidiyya, la principale arteria del commercio cittadino, un lungo mercato coperto che conduce nel cuore della città vecchia in un'orgia di colori, merci, gente; tutti lì a concludere affari. Via di mezzo tra galleria parigina e centro commerciale, si snocciola lungo una strada acciottolata su cui si affacciano eleganti empori. Un tetto a lamiera ondulata lascia filtrare solo pochi raggi di sole. Ed è sicurissimo: gira molta polizia (a differenza del mercato di viale Papiniano a Milano dove mi hanno sottratto in due secondi il portafoglio con contante appena prelevato).
Eccomi invece per una sosta rinfrescante a base di frullato di kiwi nel cortile restaurato e trasformato in caffè nella vecchia Damasco: Jabri House (Jabri è un poeta ed eroe dell'indipendenza siriana). Nel cortile riccamente decorato è ospitato il bar-ristorante e si pranza e beve all'ombra dei gelsomini. Prezzi modici e tanta gioventù locale (i turisti in Siria, ahimè, son troppo pochi !). Diciamo che il frullato è la scusa per visitare questa casa damascena che, come le altre, ha un cortile interno con fontana centrale e una sala di ricevimento superiore.





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