... e l'ultimo chiuda la porta !
27/04/2006 - 13:30
... e che porta ! A cui si accede al cortile di Beit Aqqad, abbellito da favolose decorazioni in pietra intarsiata - sembra quasi di entrare in uno di quegli elaborati scrigni in vendita nel suk di Damasco!
Ancora dalla Lonely Planet:"Dietro a facciate anonime, i visitatori europei ammutolivano di fronte a pareti e soffitti affrescati e rivestiti di pannelli lignei dorati, lampadari in vetro colorato, pavimenti a mosaico e in marmo con intarsi di madreperla, fontane interne e giardini rigogliosi di buganvillee, aranci e limoni."
Beit Aqqad a Damasco
27/04/2006 - 13:25
Ecco Beit Aqqad, un tempo dimona di una ricca famiglia di mercanti di tessuti, adesso ospita l'Istituto Culturale Danese a Damasco. In questo salottino sembra ancora di immaginare ospiti e invitati. "Vieni a prendere un caffè (arabo) da noi? Prego, siedi pure."
Dalla Lonely Planet:"Divani e cuscini in seta ricamata bordavano le pareti degli ambienti rialzati e destinati a soggiorno. I pavimenti erano ricoperti da tappeti persiani sovrapposti l'uno all'altro e i letti erano racchiusi all'interno di enormi armadi a muro dietro porte dipinte. L'unico mobile a se stante era un grande baule con intarsi in madreperla che conteneva il corredo della sposa."
Beit Nizam / Beit as-Sibai
27/04/2006 - 13:20
Guardate che meraviglia di soffitto in legno a cassettoni intarsiati e dipinti in Beit Nizam! A volte dal soffitto scendono lampadari in cristallo colorati e decorati. La casa damascena settecentesca della foto adesso è organizzata intorno a due grandi cortili, quello sul retro abbellito da aranci e cespugli di rose. Chissà quante altre meraviglie si nascondono in case che i privati non hanno la possibilità di restaurare ed aprire al pubblico. E dire che i giovani damasceni hanno preferito lasciare il centro storico per acquistare appartamenti dotati sì di tutti i confort ma localizzati in anonimi palazzoni della periferia di Damasco ... che tristezza !
Un altro splendido dettaglio di casa damascena: Beit as-Sibai, costruita intorno al 1770 e restaurata con cura negli ultimi anni. Piccola, graziosa e molto accogliente è il tipo di posto dove non è difficile immaginarsi di vivere - infatti vi abitò l'ambasciatore tedesco. Ora è vuota, a volte è il set di alcuni film o come sede ministeriale ma il governo siriano non sa bene come utilizzarla :-(
Maktab Anbar e Palazzo Dah Dah
27/04/2006 - 10:45
Come non rimanere stupiti dai dettagli delle antiche case damascene ? Dei gioielli da scoprire passando attraverso portoni anonimi che all'interno rivelano: fontane, fiori e alberi, arabeschi delicati come ricami, marmi, lampadari, porte in legno intagliato e soffitti a cassettoni decorati. Sono patrimonio dell'UNESCO e alcune sono sede di uffici pubblici. Maktab Anbar è relativamente recente (1867) e persino eccessivamente lussuosa. Quando il suo ricco proprietario non potè più pagare le tasse, fu trasformata in scuola e adesso ospita gli uffici degli architetti responsabili della conservazione e recupero della città vecchia.
Seguendo le indicazioni della Lonely Planet, cerchiamo Palazzo Dah Dah. Il portone è veramente squallido ma la guida dice di suonare il campanello. Si affaccia una ragazza, la figlia del proprietario, che viene ad aprirci. La casa è molto bella, con alberi di cedri e aranci, ma richiede dei lavori di manutenzione (notare). Mamma e figlia (libanesi, di una finezza incredibile) hanno un negozietto che vende souvenir per coprire le spese. Acquistiamo a poco un bicchiere e una ciotola da mettere in bagno (altro che plasticona Koh-I-Noor).
Suq e Jabri House
27/04/2006 - 10:00
Eccoci finalmente nel suq di Damasco, Suk al-Hamidiyya, la principale arteria del commercio cittadino, un lungo mercato coperto che conduce nel cuore della città vecchia in un'orgia di colori, merci, gente; tutti lì a concludere affari. Via di mezzo tra galleria parigina e centro commerciale, si snocciola lungo una strada acciottolata su cui si affacciano eleganti empori. Un tetto a lamiera ondulata lascia filtrare solo pochi raggi di sole. Ed è sicurissimo: gira molta polizia (a differenza del mercato di viale Papiniano a Milano dove mi hanno sottratto in due secondi il portafoglio con contante appena prelevato).
Eccomi invece per una sosta rinfrescante a base di frullato di kiwi nel cortile restaurato e trasformato in caffè nella vecchia Damasco: Jabri House (Jabri è un poeta ed eroe dell'indipendenza siriana). Nel cortile riccamente decorato è ospitato il bar-ristorante e si pranza e beve all'ombra dei gelsomini. Prezzi modici e tanta gioventù locale (i turisti in Siria, ahimè, son troppo pochi !). Diciamo che il frullato è la scusa per visitare questa casa damascena che, come le altre, ha un cortile interno con fontana centrale e una sala di ricevimento superiore.





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