L'ultimo giorno, dopo un paio d'ore di sole in piscina al Moevenpick (conosciamo Donna, una sciampista della convention di Faruk di una città dispersa nello Yowa - USA - in cui anche d'estate c'è la neve, credo ...) ci dedichiamo al turismo biblico andando sul fiume Giordano (un rigagnolo giallino) e visitando Betania, in cui Gesù fu battezzato da Giovanni. Al confine delle minacciose fortificazioni con bandiere israeliana e palestinese sventolanti incutono un certo timore ...
Trovo su un sito che "Gli archeologi recentemente (1996) hanno rinvenuto cocci e frammenti di ceramica del I sec., resti di utensili d’epoca giudaica, tessere di mosaici e pezzettini di ceramica bizantina. Questi ritrovamenti hanno permesso di dimostrare che presso la sorgente del Wadi Kharran (piccolo torrente) esisteva un insediamento d’epoca romana. L’insediamento, che si trova ad est del Giordano e di fronte Gerico, è stato identificato con la città di Betania ... Un complesso bizantino, adiacente al fiume Giordano, che commemora il battesimo di Gesù; una piscina con cappella adiacente a metà strada tra l’insediamento di Betania e il fiume Giordano."
... ma amara sorpresa! La maggior parte dei ristoranti è requisita dalla convention di tale Faruk, produttore di prodotti per parrucchieri ... buffet al bordo della piscina, fuochi d'artificio e ovunque la retorica delle discussioni e raccolta fondi per Rebuild Iraq (un gran business per la Giordania, ad Amman c'era anche la terza Fiera sul tema). Dobbiamo cena nel ristorante italiano Luigi's (sinceramente non c'interessava) che è pure caro! Poi assistiamo ad una pessima danza del ventre (molto meglio le tipe 'ruspanti' del Casablanca e Pianobar di Damasco). Ovviamente porgo le mie rimostranze la mattina dopo al direttore dell'albergo (altro che 5 stelle lusso) e ottengo nientemenoche uno sconto di 7 dollari sulla cena... che servizio clienti eccezionale, eh !?
Arriviamo alla parte rilassante del nostro viaggio: due giorni e una notte al Moevenpick Resort & Spa sul Mar Morto (località Sweimeh). Sono veramente pochi albergoni in mezzo al nulla. Le camere sono molto belle ma il resort potrebbe essere ovunque ... Andiamo al mare e l'effetto è veramente bizzarro: non si riesce a nuotare nel Mar Morto a causa dell'acqua salatissima! E il sole scotta eccome... Dopo bagno e doccia, scatta un gelatone e un po' di shopping (prodotti locali Zara a base di sali del Mar Morto: saponi, cremine, scrub). Ci si prepara per la cena. Decidiamo per il ristorante Chopsticks ma ...
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La storia dell'arte dell'Oriente antico
Le mura di Gerusalemme. Israele-Giordania-Roma 1999
L'amore ucciso
Petra. Capitale dei Nabatei
Petra. Guida archeologica alla città scolpita nella roccia
Scrittori arabi del Novecento
Storia dei popoli arabi
Viaggio in Giordania
Ecco lo splendido villaggio di Taibeh, vicino Petra. Era un antico villaggio scoperto dall'attuale Ministro del Turismo giordano, trasformato in un albergo di lusso, probabilmente il più bello della Giordania. Era quasi vuoto, popolato da pochissimi russi di dubbio gusto ...
La Riserva Naturale di Dana prevede più punti di accesso. Ecco il Rummana Camp, in cui si può anche dormire, oltre che selezionare un percorso con diverso grado di difficoltà e avventurarsi nella riserva, ricca di flora e fauna locali. La Royal Society of the Conservation of Nature (RSCN) ha identificato ben 72 famiglie diverse di piante (730 specie), 45 mammiferi, 300 invertebrati, 2 anfibi, 36 rettili e oltre 215 specie di uccelli, alcune in pericolo di estinzione.
Arrivati nel villaggio di Dana, sentiamo parlare inglese con accento italiano, anzi, meglio, romano. Si tratta di una troupe di Canale 5 che sta sistemando il villaggio per un film sulla Sacra Famiglia (con Alessandro Gassman). Bravissimi ! Si riesce a stento a distinguere le vere mura del villaggio del '500, distrutto qualche anno fa da un terromoto, dal cartongesso fatto ad arte dalla troupe. Che del resto prima ha lavorato per Jane Champion (Ritratto di signora), per I Crociati in Marocco, ecc. Dicono che la manovalanza giordana non ha nè arte nè voglia ... che ci vuole spirito d'adattamento per stare là:"Romani, toscani, gente di spirito ... c'era un torinese che è sbroccato".
Il giorno dopo indecisi tra la gita nel deserto Wadi Rum, con i suoi finti beduini che ti offrono dei finti viaggi sulla jeep o sul cammello (a pagamento, ovviamente) e una gita più tranquilla nella riserva naturale di Dana, optiamo per la seconda. La polvere mangiata a Petra il giorno prima ci basta ed avanza. Facciamo tappa al castello crociato di Shobak, che ci piace molto di più di quello di Karak. La posizione è molto bella, sul pendio di una montagna, e non c'è nulla di costruito intorno. Sono visibili le iscrizioni in arabo che i successori di Saladino incisero sulle mura del castello dopo la sua conquista.
Le foreste di pini del nord cedono progressivamente il passo alle colline coltivate della Valle del Giordano, dove predominano il cedro, l'ulivo e l'eucalipto. Verso sud, in direzione del Mar Morto, la vegetazione non sopravvive e il paesaggio è dominato da pianori di fango e sale. Nelle regioni desertiche del paese si incontra la tipica fauna del deserto: cammelli, volpi del deserto, topi della sabbia, lepri e topi delle piramidi, mentre nelle colline a nord-est del Mar Morto ci sono cinghiali, tassi e capre.
Il clima varia considerevolmente da una parte all'altra del paese. La Valle del Giordano in estate può essere incredibilmente calda (in genere intorno ai 40°C), mentre ad Amman e a Petra in inverno ogni tanto nevica. La zona dell'altopiano in genere è calda e secca, con temperature che fluttuano da un minimo di 20°C a un massimo di 30°C, mentre nel deserto si soffrono notevoli sbalzi di temperatura: caldo secco frammezzato da venti freddi provenienti dall'Asia centrale.
Tra le numerosissime attrazioni di Petra, ci sono le tombe e il teatro da 3.000 posti. La particolarità è che sono tutte opere scavate nella roccia, non costruite con materiale portato in loco. La caratteristica roccia rosata di Petra con cui sono realizzate centinaia di tombe, templi, sale funebri, bassorilievi, ecc. Non per niente è stata il set del film Indiana Jones e l'Ultima Crociata.
Trascorriamo il giorno del compleanno di Fabio in uno dei siti più affascinanti e incredibili del mondo, la "città rosa" di Petra in Giordania, patrimonio dell'UNESCO. Si arriva a Petra da uno stretto siq (voragine) aperto da un terremoto di 1,2km da cui a un certo punto si staglia il Tesoro, il più famoso monumento di Petra. Ma continuano i segreti della città i cui monumenti (tombe, teatro, templi, ecc.) sono tutti scavati nella roccia, non costruiti con materiale trasportato. Non basta un giorno a vedere tutto quello che è presente nel sito di Petra, anche per il caldo e la polvere presenti ovunque. Dopo un tragitto di oltre un'ora in salita e circa 1000 gradini si arriva al secondo monumento imponente di Petra: il Monastero. Pochi eletti evitano di fermarsi al ristorante e salgono sino al Monastero, ma noi ci siamo arrivati e, non solo, abbiamo anche beccato un ragazzo italiano anzi, dalla parlata toscano, ma che - incredibile - lavora nella stessa azienda di Fabio come Sales Manager per l'Iraq. Il mondo è veramente piccolo (o è il Pignone ad essere grande ?).
Per cogliere lo spirito del posto dovrete trascorrervi almeno un paio di giorni, il che vuol dire pagare più di una volta i 20 dinari che costituiscono la tariffa d'ingresso al sito. Situata in un profondo canyon accessibile solo attraverso uno stretto e tortuoso crepaccio (siq), Petra è in pietra arenaria, una roccia policroma che assume un intenso color ruggine con striature grigie, gialle e di tutte le sfumature intermedie. Il monumento più famoso di questo sito è il Khazneh, o Tesoro, la cui facciata, meravigliosamente scolpita, è la prima cosa che vedete quando entrate dal siq. Anche il monastero è altrettanto imponente, e se vi arrampicate fino in cima vedrete paesaggi sbalorditivi. C'è poi un anfiteatro con una capienza di 8000 posti e il Tempio dei leoni alati, ancora in fase di scavo.
La zona intorno a Petra è in fase di rapido sviluppo; la stessa Petra e il vicino villaggio di Wadi Musa brulicano di alberghi e se ne prevedono di nuovi. Molti sono i luoghi in cui si può mangiare, dai mercati, alle bancarelle per strada, ai ristoranti eleganti. Se non avete intenzione di fermarvi a dormire, potete fare un'escursione di una giornata da Amman, che dista 150 km, ma questa soluzione è valida solo per chi ha a disposizione un tempo molto limitato.
Per arrivare a Petra, si attraversa una sorta di gran canjon desertico: il Wadi Musa a strapiombo per circa 1000 metri. Ci fermiamo anche per visitare il castello crociato di Karak: un ammasso di ruderi informi parzialmente restaurati (in modo pessimo). Abbastanza deludente per questo la foto rappresenta dei bambini impegnati in una gara di corsa all'interno del castello.
A confronto un antico mosaico bizantino e un moderno graffico sui muri di Madaba (30 km da Amman) in Giordania. Madaba è la "città dei mosaici" presenti ovunque: nella chiesa di San Giorgio con la mappa della Terra Santa (un raro capolavoro del VI secolo), nel Museo Archeologio e nella Chiesa degli Apostoli, dove il custode usa la sua acqua minerale per pulire i mosaici dalla polvere. Composta da due milioni di pezzi, la mappa di Madaba mostra il Nilo, il Mar Morto e Gerusalemme, compresa la Chiesa del Santo Sepolcro. Buona parte della città è oggi inglobata nel 'parco' archeologico, che comprende le chiese della Vergine e del Profeta Elia risalenti al VII secolo, e la più antica sala di Ippolito, che ospita uno spettacolare mosaico con scene tratte dalla classica tragedia edipica di Fedra e Ippolito. Molto interessante anche l'attuale scritta sui muri (graffito) che parla di Pace. "Dio è amore, la guerra non è buona per nulla, gli arabi vogliono la pace" con buona pace di Oriana Fallaci, Bush, la Lega Nord e tutti i guerrafondai del mondo.
Prendiamo l'auto anche in Giordania: il traffico non ha niente a che vedere con quello di Napoli ahem siriano. Ci fermiamo nel primo dei siti meta di pellegrinaggi: il Monte Nebo. Presenta il monumento a Mosè nel luogo in cui si presume sia sepolto. Da una terrazza di fronte alla chiesa costruita dai primi cristiani bizantini, si gode di una vista mozzafiato sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto (smog permettendo...), fino ai tetti di Gerusalemme e Betlemme.
La bellezza di Amman è data dai numerosi centri culturali e gallerie di arte contemporanea tra cui il Darat al-Funum e la Galleria Nazionale di Arte Contemporanea. Purtroppo eravamo gli unici visitatori della Galleria, veramente interessante e ospitata in due edifici attorno a una piazza. Accanto all'arte, alcuni locali, p.e. il Canvas, tra i due edifici della Galleria, non sfigurerebbero neanche a Milano (anche per i prezzi ...). Dettaglio inquietante: oltre che in albergo (lo splendido Marriott Hotel a Shmeisani), veniamo perquisiti e passati al metal detector anche per entrare al ristorante ... paura !!!
Amman (Giordania) è una città che non ha ancora deciso se essere filo-occidentale o araba come Damasco (Siria). Dal punto di vista storico si visita in mezza giornata iniziando dalla Cittadella con i resti romani, bizantini e omayyadi e l'interessante museo archeologico. Dopo una breve sosta al Darat al-Funum, un centro culturale che ospita mostre di artisti giordani contemporanei, passiamo a visitare la città vecchia (Down Town) con l'odeon, il suq (robetta rispetto a quelli di Damasco ed Aleppo), il teatro romano (ma dopo Bosra e Jerash ci colpisce poco ...) ed il museo delle tradizioni popolari. Altro da vedere: la cupola turchese della Moschea di Abdullah.
Il teatro romano restaurato, a est del centro, è la testimonianza più evidente e suggestiva dell'antica Filadelfia romana. Costruito nel II secolo d.C., può ospitare fino a 6000 persone ed è stato ricavato nel fianco di una collina in precedenza usata come necropoli. A est si erge l'Odeon, costruito nello stesso periodo, che veniva usato principalmente per spettacoli musicali. La fonte principale della città, o ninfeo, si trova a ovest. A nord di queste rovine, su un'altra collina, si trova la cittadella romana. Oggi la maggior parte degli edifici è ridotta a un rudere, ma potete ancora ammirare esempi di architettura romana, bizantina e musulmana; il sito ospita anche il Museo Archeologico Nazionale.
Se le vestigia romane non sono la vostra passione, visitate il Museo del folklore e il Museo degli abiti e dei gioielli tradizionali, entrambi situati nel teatro romano. A nord della città sorge il Monumento al milite ignoto, con annesso un piccolo museo sulla storia militare della Giordania.
Il centro di Amman è pieno di alberghi economici, con tariffe a partire da JD1,5 ed è anche disseminato di bancarelle di shwarma, ristoranti economici, fast food all'occidentale e ristoranti cinesi. Questa è anche la zona dei pub, se avete in mente di farvi una buona bevuta. Se volete autentico (e scadente!) cibo occidentale che costa più di quel che vale o una ancora più costosa cucina cosmopolita o araba, dirigetevi verso nord-ovest, fuori da Shmeisani. Per i locali alla moda, provate Jebel Amman, a ovest del centro.
Fuso Orario: tre ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich
Voltaggio: 220V
Unità di misura: sistema metrico decimale
Valuta: dinaro giordano (JD)
Pasti •Basso:US$1-2 •Medio:US$2-7 •Alto:•US$7 e oltre
Pernottamento•Basso:US$2.50-7 •Medio:US$7-30 •Alto:US$30 e oltre
Tra i paesi mediorientali la Giordania è uno dei più costosi: più economica di Israele, ma più cara dell'Egitto. Sebbene possiate immaginare di tirare avanti con US$15 al giorno, con questi soldi vivrete dei falafel di bettole piuttosto dubbie. Se volete una birra ogni tanto, un'altra bevanda o un pasto al ristorante, e se volete farvi una doccia calda, calcolate di spendere circa US$20 al giorno. Se preferite un po' più di lusso, un paio di pasti al ristorante al giorno, una stanza con bagno, qualche escursione e l'ingresso ad almeno un luogo di interesse turistico al giorno, calcolate circa US$50.
Non dovreste avere problemi a cambiare qualsiasi tipo di valuta forte in Giordania. Quasi tutte le banche cambiano travellers' cheque, e la British Bank of the Middle East accetta Eurocheque. Per cambiare assegni chiedono ovunque una commissione di JD5; le carte di credito dell'American Express sono le più accettate. Se vi capita un buon tasso di cambio fuori dal paese, comprate, poiché potete importare quanta valuta giordana volete.
Nei ristoranti di categoria elevata i camerieri si aspettano una mancia del 10%, ma nella maggior parte degli altri locali no. Contrattare, soprattutto per i souvenir, è di regola, ma è improbabile che i venditori si dscostino molto dal prezzo originario.
Lungo la strada da Aleppo a Damasco si passa per Hama famosa per le norie, ruote idrauliche di legno grandi sino a 20m di diametro che da secoli caratterizzano la città sin dal V sec. d.C. Delle 30 esistenti ce ne sono ancora 17 in funzione visibili in varie zone della città. Molto interessante è anche il Palazzo degli Artisti, ha sede in un ex-khan (locanda) che ospita laboratori di fortuna e spazi espositivi per gli artisti locali, con opere in vendita.





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